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WELCOME INTO THE WORLD OF MR.LION DUGLAS

« I have a dream: that one day this nation will rise up and live out the true meaning of its creed: "We hold these truths to be self-evident, that all men are created equal" » Martin Luther King - Washington 28 Agosto 1963

annunziata pasquale

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La necessità maggiore per cui due anni fà decisi di far nascere questo blog,era far conoscere me stesso il mio lavoro,e pubbicare le foto delle mie serate.Da allora sono cambiate molte cose,ed il mio blog con piu' di 100 visite al giorno con un totale di quasi 6.000 visite,è uno dei piu' visitati della rete.Ed è per questo che chi viene a visitarmi,non trova solo foto di eventi o commenti su quella o quell'altra serata.Ma bensi' trovera' di tutto...dalla politica allo sport...dai sentimenti al divertimento...tutto cio' che la gente si aspetta...e andiamo avanti per farci conoscere sempre di più...e mi raccomando...TUTTI QUANTI SEGUITEMI...SEGUITEMI..

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riccardo发表:
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NAPOLI E' VISTA COME CITTA' DA EVITARE RICETTACOLO DI CRIMINALITA', E DI RIFIUTI.

MA NON E' COSI', NAPOLI E' MILLE COLORI!  ANCHE SE IL MARRONE A VOLTE DOMINA...

 

 SITO DI NAPOLI   www.napoliacolori.tk

12 月 17 日
ciauuuuu!!!!!!
bellissimo il tuo blog!!!!passaa da me...ti aspetto
 
11 月 23 日
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Maruzzella 发表:
ciao teso..veramente bello il tuo blog anche la canzone mi piace tanto..
beh che dirti sei davvero una persona speciale..non cambiare mai..ti amo di bene baci baci..
ciaooooooooooooooooo...             ...Maruzzella89!!!
11 月 5 日
Giovanna发表:
amicone mio sn qui nel tuo blog x ricordarti k ti voglio tanto bene...a vlt m fai arrabbiare xk dici k io n t penso piu...ma n è vero...tu resterai sempre il mio PINGUUUUU.....ricordati d qst giorni pensando ad un anno fa...ricorda quei momeni meravigliosi e pensami sempre...avrai sempre un posticino nel mio cuore...ma piccolo piccolo eh!?!?n c allarghiamo...ah ah ah...fa o brav...tvb baci...
9 月 26 日
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Chiara 发表:
wewe bello......  veramente carino questo blog. non c'ero mai venuta prima d'ora!   cmq giusto a una settimana da quel famoso sabato ci tengo a dirti che 'le suore pregano':) e voglio ringraziare  te e anche  tua 'consorte' per la bellissima compagnia|!!... non poteva esserci coppia migliore..e poi tu sei troppo simpatico...we io ti saluto ..devo fuggire..grazie di tutto! baci..' e conta le paperelle mi raccomando :). ciauuuuu
7 月 19 日

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11月26日

Il Confronto vs Pd 5 - 6

Il Confronto vs PD


Ottaviano. 22/11/2008.

PD vs IL CONFRONTO, risultato: 6-5

Luogo dell’incontro: Gimmiz a Ottaviano, Spettatori: innumerevoli.



La sfida calcistica tra i due movimenti giovanili più attivi del territorio comincia alle 17.25 e non alle 17, ritardo dei ragazzi del Pd, che probabilmente lo fanno per pretattica visto l’esito della gara. Il pomeriggio è di quelli freddi, il campo è in buone condizioni, il pubblico quello delle grandi occasioni, cartelloni di supporto sono tutti per il confronto e contornano gli spalti. Prima del calcio di inizio la tensione agonistica si taglia a fette. La partita comincia subito con una azione del Il Confronto dove si mette in mostra subito l’uomo del match Cristiano Tufano, estremo difensore della porta del Pd. La porta del Il Confronto è inizialmente sguarnita senza un uomo di ruolo e alla prima azione buona il Pd segna con Riccardo Compagnone che sfrutta l’occasione creata da Marco del Pd. Il Confronto non si perde d’animo e crea molte azioni da gol ma la porta del Pd sembra difesa da una piovra, solo un’azione da vero campione Emanuele Ragosta che supera con una magia l’avversario e infila con piatto a incrociare porta il risultato in parità. 1-1. Il copione si ripete, il Confronto attacca e Cristiano para tutto, ma a passare in vantaggio è il Pd con una azione di potenza e tecnica di Marco che al momento del tiro preferisce passare al cecchino Riccardo che non sbaglia e sigla il 2-1. Le squadre cominciano a temersi a vicenda e chiudono gli spazi nel finale di primo tempo. Domenico La Marca però non ci sta e con acrobatico sto di petto e girata di forza scarica il sinistro che si infila sotto le gambe del fino ad allora perfetto Cristiano. Il primo tempo finisce 2-2 con un pareggio giusto. Nell’intervallo le tifoserie sostengono i loro idoli, è una grande atmosfera sembra di essere al Santiago Bernabèu. Fabiana Pirone a metà tempo intuendo il futuro andamento della partita sembra volere vendersi alla tifoseria del Pd…una serpe in seno per il Confronto, il Presidente allenatore Lele Saggese la perdona.

Il secondo tempo inizia con cattivi auspici per il Confronto che vede salvare la sua porta da Pasquale Annunziata che scopre il suo ruolo…non giocatore di movimento ma portiere. Non basta però, il Pd va di nuovo in vantaggio con un bel gol di Ignazio che sembra cominci a giocare il suo calcio. Il Confronto reagisce con il capitano Emanuele Ragosta e con La Marca ma Tufano è l’insormontabile problema in questo momento della gara. Su una ripartenza Ignazio segna da vero rapace il 4-2 per il Pd. Gli equilibri della squadra sembrano saltati, i giocatori del IL Confronto perdono lucidità e Marco del Pd con azione personale, partendo da metà campo arriva fino all’area dove con un preciso destro segna il 5-2. Superata la metà del secondo tempo l’agonismo calcistico si trasforma in qualcosa di più. Emanuele Ragosta effettua una bruttissima entrata da dietro su Riccardo Compagnone che accenna subito una reazione violenta, i due vengo divisi dalle rispettive squadre ma non finisce li. Volano paroloni grossi che non ripetiamo, quando Mario Ragosta de Il Confronto che aveva già terminato la sua partita scende in campo giusto per fomentare gli animi. Sono attimi che non si dovrebbero mai verificare su campi di calcio, ma fortunatamente il buon senso degli interessati fa si che tutto si plachi e la partita ricomincia. Cinico Ignazio segna il 6-2 alla ripresa dopo l’increscioso fatto. Le sorti della partita sembrano segnate. Fabiana Pirone continua a strizzare l’occhio alla tifoseria avversaria. Siamo nel finale, quando Domenico La Marca decide di giocare a livelli molto alti. Propizia uno splendido 6-3 di Emanuele Ragosta. Lo stesso La Marca poco dopo viene atterrato in area, sembra regolarmente dal portiere, ma un tempestivo intervento del cronista fa si che il rigore venga assegnato. Domenico come un chirurgo infila il 6-4. Le emozioni sembrano non finire tutto concentrato negli attimi finali. Ancora Domenico la Marca tira fuori dal cilindro una rovesciata da fermo che lascia tutti impietriti. E’ il 6-5 il Confronto oraci crede. L’ultima azione sembra scritta da uno scrittore thriller. Azione insistita di La Marca e Emanuele Ragosta che mettono in ginocchio la difesa avversaria, il 6-6 sembra l’epilogo giusto, se lo ritrova a porta sguarnita sui piedi Gennaro Di Gennaro che spreca tutto mettendola sul palo. Viene fischiata la fine, 6-5 per il Pd. Amaro in bocca per Il confronto.



Le Pagelle


PD


IGNAZIO 6,5. Non ci sono le gambe e neanche il fiato ma sa farsi valere con la sua classe, segna sempre al momento giusto. RAPACE.


RICCARDO 7 corre e aiuta, è sempre li al momento giusto per fare gol. CECCHINO. 3 per il suo comportamento antisportivo, le reazioni non sono mai accettate.


MARCO 7,5. Gioca ad alti livelli per tutto il match, difende e attacca, interdice e ricostruisce, fa assist e gol. CONCRETO.


ANTONIO 6. In un giorno di gloria come questo lui si accontenta di svolgere il compitino di difesa, prende atto dei sui limiti e non si spinge oltre, non commette particolari sbavature ma neanche grandi giocate. SCOLARO SENZA INFAMIA E SENZA LODE:


CRISTIANO 8,5. Lui è una serranda, 5 le reti subite su più di 50 tiri nello specchio della porta. Il suo carisma è di sostegno per tutti. Il giocatore che quando vuole può far vincere una partita. LA SQUADRA.


IL CONFRONTO


FRANCESCO ANN. 6.5. Solido difensore buono nell’anticipo, fa tutto bene ma non sembra aiutare la squadra più di tanto. SOLITARIO.


ALESSANDRO 5. Mi andrebbe di scrivere non pervenuto, ma invece c’è. Entra in campo carico di buone intenzioni ma non incide. SPETTRO.


MARIO RAGOSTA 6. Entra pochi minuti ma da cuore e aiuta per un gol. 10 come rissaiolo, se si stava giocando a darsi le botte e istigare lui avrebbe vinto di gran lunga. Scende in campo dopo la doccia, quando la questione era finita e la fomenta nonostante non lo riguardasse. LO PROPORREMO PER IL WRESTILING.

DOMENICO 7. Splendido, gol assist e acrobazie. Si danna l'anima. Ma questo solo nel finale. IL CHIRURGO GLADIATORE.

EMANUELE RAGOSTA 5,5. Fa quello che può ma non basta, tanta classe e tanta tecnica messa in campo, però non aiuta la squadra non se la mette sulle spalle come si ci aspetta dal capitano. Quel fallo da dietro non è da lui. RIMANDATO ALLA PROSSIMA.

PASQUALE ANN. 7. Non si capiva come potesse partecipare alla gara, col fisico e la tecnica che si ritrova, invece lui lo sa e ne da dimostrazione. Para di tutto, una bestia nera per gli avversari. Il Confronto ha un eccelso portiere ora. IN PORTA E' NATA UNA STELLA, MIRACOLATO.

GENNARO 4. Non si nota la sua presenza in campo per tutta la partita, sembra un mobile d'arredo. Lui ci mette volontà ma non basta. La sua presenza diventa importante nell'ultima azione, ma spreca il più facile dei gol. DA VENDERE; SUBITO!

Allenatore LELE SAGGESE 4,5. Mette male la squadra in campo e la gestisce ancora peggio. FORSE LO ESONERANO, LUI SI SPACCIAVA PER IL NUOVO LIPPI.

Dal vostro inviato speciale Nello Ammirati

11月22日

semplicemente ... grazie

......SEMPLICEMENTE GRAZIE........
a tutti coloro i quali mi sono stati vicino e non hanno fatto mancare il loro affetto a me e alla mia famiglia in questi partocolari giorni segnati dal dolore e dalle lacrime...
grazie di vero cuore a tutti...
indistantamente nè di sesso nè di età...
grazie davvero a tutti...
senza di voi non c'è l'avrei fatta...
grazie,grazie,grazie!!!
11月20日

X TE......................SUPER AMORE

Scriverò per te, sopra i muri delle città
il tuo nome che in un cuore batterà .
scriverò per te, nel cielo azzurro che da lassù,
un ti amo, che solo dio può buttare giù,
scriverò per te ai carabinieri alla polizia
denuncerò che solo tu sei la vita mia,
scriverò per te, i treni fermi alla ferrovia,
ogni giorno una frase di una poesia.
perché …questo super amore mi fa solo pazzo di te,
incurabile malattia
che mi prende ogni volta in un bacio da quando sei mia,
lo sai… che il tuo amore mi rende più forte di un supereroe,
volerà per portarti via,
gireremo abbracciati sul mondo lasciando una scia
e per tutti il suo corpo di luna sarà una magia,

ruberò per te, quella cometa che sta lassù
comprerò un pianeta di rose blue,
scriverò per te nell’universo che è intorno a noi
cuore mio giuro che non ti lascio mai…
perché questo super amore mi fa solo pazzo di te,
incurabile malattia
che mi prende ogni volta in un bacio da quando sei mia,
questo film a colori che ho scritto per te
E’ il regalo d’amore più grande che c’é,
nel castello la mia principessa sei tu,
sei un cavallo che aspetta qua giù
per volare lontano lassù,
perché questo super amore mi fa solo pazzo di te,
incurabile malattia
che mi prende ogni volta in un bacio da quando sei mia,
lo sai il tuo amore mi rende più forte di un super eroe,
volerò per portarti via
gireremo abbracciati sul mondo lasciando una scia…

  

  

11月15日

if

IF by Rudyard Kipling

Se riesci a mantenere la calma quando tutti intorno a te
la stan perdendo e te ne attribuiscono la colpa,
se sai aver fiducia in te stesso quando tutti dubitano di te
ed essere indulgente verso chi ti dubita;
se sai aspettare e non stancartene,
e mantenerti retto se la calunnia ti circonda
e non odiare se sei odiato,
senza tuttavia apparire troppo buono né parlare troppo da saggio;
se sai sognare senza abbandonarti ai sogni;
se riesci a pensare senza perderti nei pensieri,
se sai affrontare il Successo e la Sconfitta
e trattare questi due impostori nello stesso modo;
se riesci a sopportare di sentire la verità che tu hai detto
distorta da imbroglioni che ne fanno una trappola per gli ingenui;

SE SAI GUARDARE LE COSE,PER LE QUALI HAI DATO LA VITA,
DISTRUTTE E RIESCI A RESISTERE ED A RICOSTRUIRLE CON STRUMENTI LOGORI;

se sai fare un fascio di tutte le tue fortune
e giocarlo in un colpo solo a testa e croce
e sai perdere e ricominciare da capo
senza mai lasciarti sfuggire una parola su quello che hai perso;
se sai costringere il tuo cuore, i tuoi nervi, i tuoi muscoli
a sorreggerti anche quando sono esausti,
e così resistere finchè non vi sia altro in te
oltreché la volontà che dice loro: "Resistete!";
se riesci a parlare con i disonesti senza perdere la tua onestà,
o ad avvicinare i potenti senza perdere il tuo normale atteggiamento,
se nè i nemici né gli amici troppo premurosi possono ferirti,
se per te ogni persona conta, ma nessuno troppo;
se riesci a riempire l'inesorabile minuto
dando valore ad ogni istante che passa:
il mondo e tutto ciò che è in esso sarà tuo,
e, quel che conta di più, tu sarai un Uomo, figlio mio!
11月5日

OBAMA PRESIDENTE

Obama © AP Press

Barack Obama è il nuovo presidente degli Stati Uniti.
E' entrato nella storia come il primo afroamericano a salire alla Casa Bianca. E' il protagonista di un'elezione storica capace di cambiare per sempre il volto di un Paese, che si sveglia questa mattina diverso. Diverso perché il nuovo ha avuto la meglio sul già conosciuto, diverso perché gli Stati Uniti hanno dimostrato al mondo di essere capaci di prendere decisioni eversive, impensabili fino a qualche anno fa, in qualche modo coraggiose.

L'America ha dimostrato di essere pronta per il primo presidente nero, che sarà ora chiamato al compito più difficile. Guidare il Paese certo, ma anche evitare di deludere le enormi aspettative che si sono andate creando nel corso della campagna elettorale, che lo stesso senatore democratico ha contribuito a creare con il suo messaggio, - speranza e cambiamento, - ripetuto migliaia di volte, durante ogni comizio, ogni intervista, ogni discorso.


Obama ci ha creduto e, lasciando con un palmo di naso i suoi delatori, coloro che lo ritenevano troppo o troppo poco, - troppo giovane, inesperto, arrogante, troppo poco qualificato, addirittura troppo poco nero, - ha strappato una vittoria storica. Un risultato che riporta alla memoria leader che sono stati in grado di cambiare l'America, dall'ex presidente John F. Kennedy al leader dei diritti civili Martin Luther King, il cui segno nella storia del Paese è rimasto indelebile, e non solo per la loro tragica fine.

La storia politica di Obama è iniziata nel 1992, anno in cui, dopo una serrata campagna elettorale, ha aiutato il presidente Bill Clinton, l'ultimo democratico eletto alla Casa Bianca, nelle elezioni, portando un contributo elettorale di circa 100.000 voti, ed è continuata con l'elezione al Senato dell'Illinois nel 1996, quindi con l'ingresso al Congresso nel 2004 come senatore del suo Stato.
La sua lunga corsa verso la Casa Bianca, è idealmente iniziata con il discorso che infiammò la convention democratica del 2004, quella in cui fu assegnata la nomination a John Kerry. Parole diventate storiche per la loro carica ed energia, ma soprattutto per il messaggio di cambiamento che portavano: è ora di rivoluzionare Washington e possiamo farlo, "we can do it".

Parole ripetute quest'anno migliaia di volte, dalle estenuanti primarie fino al voto di oggi. Già, le primarie. La prima vera sorpresa era arrivata con il primo voto, quello dei caucus dell'Iowa: la superfavorita, la senatrice di New York Hillary Clinton, era rimasta a bocca asciutta e qualcuno aveva cominciato a pensare che Obama avrebbe potuto farcela, avrebbe potuto strappare la nomination, forse addirittura la Casa Bianca. Così è stato, la storia è scritta.

Ora bisogna solo vedere quanto di quel messaggio sarà tradotto in realtà. La storia è scritta, ma è solo all'inizio.

11月4日

4 novembre

 

4 NOVEMBRE: FESTA DELLE FORZE ARMATE

Il 4 novembre è la Festa delle Forze Armate a ricordo della data di emissione del Bollettino della Vittoria con il quale venne annunciata nel 1918 la resa dell'Impero Austro-ungarico all'Italia che poneva fine alla prima guerra mondiale

Come da tradizione, ogni anno il 4 novembre viene celebrata la Festa delle Forze Armate allo scopo di ricordare il sacrificio dei quasi settecentomila giovani soldati morti per difendere la nostra Patria nel primo conflitto mondiale e gli ideali risorgimentali che hanno trovato vera compiutezza solo con la Costituzione repubblicana del 1948. Anche quest'anno il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, alla presenza delle più alte cariche dello Stato e dei vertici delle Forze Armate sale, tra due ali di corazzieri, sulla tomba del Milite ignoto per deporre una corona d'alloro.


Il 4 Novembre, una data storica per l'Italia. Novanta
 anni orsono, si completava con la fine della Prima Guerra Mondiale, il ciclo delle campagne nazionali per l'Unità d'Italia. Un cammino lungo, durato settant'anni, dalla Prima Guerra d'Indipendenza in avanti.
Un percorso difficile, intrapreso da uno dei Regni preunitari e portato a termine con il concorso convinto della popolazione di tutte le regioni d'Italia, mosse dal desiderio di mettere sotto un'unica Bandiera le sorti della penisola.



 

 

11月3日

QUESTO è CIO' KE FARO' DELLA MIA VITA..UNA CANZONE X RIKOMINCIARE A VIVERE..

- GIORNI -

Giorni con il caldo sole del mattino
di sbadigli lunghi dentro un cappuccino
giorni interi di giornali da sfogliare
fatti di notizie da dimenticare
giorni vuoti e pieni di telefonate
che ti cambiano la rotta per la meta
ma c'è quel pensiero fisso che mi porta via...
giorni freddi con un brutto temporale
dietro una finestra ad aspettare sera
giorni pieni di persone e di riunioni
di mille progetti e poche soluzioni
giorni lunghi fermi sempre ad aspettare
tra le sigarette che non vuoi fumare
ma c'è un aereoplano pronto per volare via

RIT.

vado dove batte il mio cuore
e la mia vita me la prendo così
chiudo gli occhi e guardo lontano
lascio al destino il futuro che avrò
basta vivo dove batte il mio cuore
e la mia vita me la prendo così
butto il senso della ragione
perchè nel mondo una ragione non c'è..

giorni di carezze che puoi regalare
a chi come me soffriva per amore
giorni di canzoni vecchie da cantare
ad un nuovo amore per ricominciare
giorni ricchi di sorprese e di sorrisi
per guardare gli occhi tuoi meravigliosi
se c'è un autostrada per andare via con te

RIT. vado dove batte il mio cuore
e la mia vita me la prendo così
chiudo gli occhi e guardo lontano
lascio al destino il futuro che avrò
basta vivo dove batte il mio cuore
e la mia vita me la prendo così
butto il senso della ragione
perchè nel mondo una ragione non c'è..


voglio vivere alla luce del sole
se c'è vento voglio stringermi a te
cancellare il tempo delle paure
e sentirmi dire ti amo da morire
sei tu il più grande amore che c'è
uooo uooo
voglio vivere alla luce del sole
se c'è vento voglio stringermi a te
cancellare il tempo delle paure
e sentirmi dire ti amo da morire,
SEI TU IL PIU' GRANDE AMORE CHE C'è 

 

10月30日

halloween 08

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---------------E noi si@mo pronti per divertirci--------------
 
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e io con i miei @mici s@remo tutti li..
NON M@NCATE..
Jack o' Lanterns
10月29日

lettera alla mia terra

'Lettera alla mia terra'

di Roberto Saviano

Il grido d'accusa dello scrittore dopo la strage di Castel Volturno 'Davvero pensate che nulla di ciò che accade dipenda dal vostro impegno?'


I responsabili hanno dei nomi. Hanno dei volti. Hanno persino un'anima. O forse no. Giuseppe Setola, Alessandro Cirillo, Oreste Spagnuolo, Giovanni Letizia, Emilio di Caterino, Pietro Vargas stanno portando avanti una strategia militare violentissima. Sono autorizzati dal boss latitante Michele Zagaria e si nascondono intorno a Lago Patria. Tra di loro si sentiranno combattenti solitari, guerrieri che cercano di farla pagare a tutti, ultimi vendicatori di una delle più sventurate e feroci terre d'Europa. Se la racconteranno così. Ma Giuseppe Setola, Alessandro Cirillo, Oreste Spagnuolo, Giovanni Letizia, Emilio di Caterino e Pasquale Vargas sono vigliacchi, in realtà: assassini senza alcun tipo di abilità militare. Per ammazzare svuotano caricatori all'impazzata, per caricarsi si strafanno di cocaina e si gonfiano di Fernet Branca e vodka. Sparano a persone disarmate, colte all'improvviso o prese alle spalle. Non si sono mai confrontati con altri uomini armati. Dinnanzi a questi tremerebbero, e invece si sentono forti e sicuri uccidendo inermi, spesso anziani o ragazzi giovani. Ingannandoli e prendendoli alle spalle
E io mi chiedo: nella vostra terra, nella nostra terra sono ormai mesi e mesi che un manipolo di killer si aggira indisturbato massacrando soprattutto persone innocenti. Cinque, sei persone, sempre le stesse. Com'è possibile? Mi chiedo: ma questa terra come si vede, come si rappresenta a se stessa, come si immagina? Come ve la immaginate voi la vostra terra, il vostro paese? Come vi sentite quando andate al lavoro, passeggiate, fate l'amore? Vi ponete il problema, o vi basta dire, 'così è sempre stato e sempre sarà così? Davvero vi basta credere che nulla di ciò che accade dipende dal vostro impegno o dalla vostra indignazione? Che in fondo tutti hanno di che campare e quindi tanto vale vivere la propria vita quotidiana e nient'altro. Vi bastano queste risposte per farvi andare avanti? Vi basta dire 'non faccio niente di male, sono una persona onesta' per farvi sentire innocenti? Lasciarvi passare le notizie sulla pelle e sull'anima. Tanto è sempre stato così, o no? O delegare ad associazioni, chiesa, militanti, giornalisti e altri il compito di denunciare vi rende tranquilli? Di una tranquillità che vi fa andare a letto magari non felici ma in pace? Vi basta veramente?

In qualsiasi altro paese la libertà d'azione di un simile branco di assassini avrebbe generato dibattiti, scontri politici, riflessioni. Invece qui si tratta solo di crimini connaturati a un territorio considerato una delle province del buco del culo d'Italia.


Questo gruppo di fuoco ha ucciso soprattutto innocenti. In qualsiasi altro paese la libertà d'azione di un simile branco di assassini avrebbe generato dibattiti, scontri politici, riflessioni. Invece qui si tratta solo di crimini connaturati a un territorio considerato una delle province del buco del culo d'Italia. E quindi gli inquirenti, i carabinieri e poliziotti, i quattro cronisti che seguono le vicende, restano soli. Neanche chi nel resto del paese legge un giornale, sa che questi killer usano sempre la stessa strategia: si fingono poliziotti. Hanno lampeggiante e paletta, dicono di essere della DIA o di dover fare un controllo di documenti. Ricorrono a un trucco da due soldi per ammazzare con più facilità. E vivono come bestie: tra masserie di bufale, case di periferia, garage.

Hanno ucciso sedici persone. La mattanza comincia il 2 maggio verso le sei del mattino in una masseria di bufale a Cancello Arnone. Ammazzano il padre del pentito Domenico Bidognetti, cugino ed ex fedelissimo di Cicciotto e' mezzanotte. Umberto Bidognetti aveva 69 anni e in genere era accompagnato pure dal figlio di Mimì che giusto quella mattina non era riuscito a tirarsi su dal letto per aiutare il nonno. Il 15 maggio uccidono a Baia Verde, frazione di Castelvolturno, il sessantacinquenne Domenico Noviello, titolare di una scuola guida. Domenico Noviello era un uomo che si era opposto al racket otto anni prima. Era stato sotto scorta, ma poi il ciclo di protezione era finito. Noviello non sapeva di essere nel mirino, non se l'aspettava. Gli scaricano addosso 20 colpi mentre con la sua Panda stava andando a fare una sosta al bar prima di aprire l'autoscuola. La sua esecuzione era anche un messaggio alla Polizia che stava per celebrare la sua festa proprio a Casal di Principe tre giorni dopo e ancor più una chiara dichiarazione: può passare quasi un decennio ma i Casalesi non dimenticano. Prima ancora, il 13 maggio, distruggono con un incendio la fabbrica di materassi di Pietro Russo a Santa Maria Capua Vetere. E' l'unico dei loro bersagli ad avere una scorta. Perché è stato l'unico che, con Tano Grasso, tentò di organizzare un fronte contro il racket in terra casalese. Poi, il 30 maggio, a Villaricca colpiscono alla pancia Francesca Carrino, una ragazza, venticinque anni, nipote di Anna Carrino, la ex compagna di Francesco Bidognetti, pentita. Era in casa con la madre e con la nonna, ma era stata lei ad aprire la porta ai killer che si spacciavano per agenti della DIA. Non passa nemmeno un giorno che a Casal di Principe, mentre dopo pranzo sta per andare al 'Roxy bar' uccidono Michele Orsi, imprenditore dei rifiuti vicino al clan che, arrestato l'anno prima, aveva cominciato a collaborare con la magistratura svelando gli intrighi rifiuti-politica-camorra. E' un omicidio eccellente che fa clamore, solleva polemiche, fa alzare la voce ai rappresentanti dello Stato. Ma non fa fermare i killer. L'11 luglio uccidono al Lido 'La Fiorente' di Varcaturo Raffaele Granata, 70 anni, gestore dello stabilimento balneare e padre del sindaco di Calvizzano. Anche lui paga per non aver anni prima ceduto alle volontà del clan. Il 4 agosto massacrano a Castelvolturno Ziber Dani e Arthur Kazani che stavano seduti ai tavoli all'aperto del 'Bar Kubana' e, probabilmente, il 21 agosto Ramis Doda, venticinque anni, davanti al 'Bar Freedom' di San Marcellino. Le vittime sono albanesi che arrotondavano con lo spaccio, ma avevano il permesso di soggiorno e lavoravano nei cantieri come muratori e imbianchini. Poi il 18 agosto aprono un fuoco indiscriminato contro la villetta di Teddy Egonwman, presidente dei nigeriani in Campania che si batte da anni contro la prostituzione delle sue connazionali, ferendo gravemente lui, sua moglie Alice e altri tre amici. Tornano a San Marcellino il 12 settembre per uccidere Antonio Ciardullo ed Ernesto Fabozzi, massacrati mentre stavano facendo manutenzione ai camion della ditta di trasporti di cui il primo era titolare. Anche lui non aveva obbedito, e chi gli era accanto è stato ucciso perché testimone. E infine, il 18 settembre, trivellano prima Antonio Celiento, titolare di una sala giochi a Baia Verde e un quarto d'ora dopo, aprono un fuoco di 130 proiettili di pistole e kalashnikov contro gli africani riuniti dentro e davanti la sartoria 'Ob Ob Exotic Fashion' di Castelvolturno. Muoiono Samuel Kwaku, 26 anni e Alaj Ababa, del Togo; Cristopher Adams e Alex Geemes, 28 anni, liberiani; Kwame Yulius Francis, 31 anni e Eric Yeboah, 25, ghanesi, mentre viene ricoverato con ferite gravi Joseph Ayimbora, 34 anni, anche lui del Ghana. Solo uno o due di loro avevano forse a che fare con la droga, gli altri ragazzi erano lì per caso, lavoravano duro nei cantieri o dove capitava, e pure nella sartoria.

Sedici vittime in meno di sei mesi. Qualsiasi paese democratico con una situazione del genere avrebbe vacillato. Qui da noi, nonostante tutto, neanche se n'è parlato.


Sedici vittime in meno di sei mesi. Qualsiasi paese democratico con una situazione del genere avrebbe vacillato. Qui da noi, nonostante tutto, neanche se n'è parlato. Neanche si era a conoscenza da Roma in su di questa scia di sangue e questo terrorismo, che non parla arabo, che non ha stelle a cinque punte, ma comanda e domina senza contrasto. Ammazzano chiunque si oppone. Ammazzano chiunque capiti sotto tiro, senza riguardi per nessuno. La lista dei morti potrebbe essere più lunga, molto più lunga. E per tutti questi mesi nessuno ha informato l'opinione pubblica che girava questa 'paranza di fuoco'. Paranza, come le barche che escono a pescare insieme in alto mare. Nessuno ne ha rivelato i nomi sino a quando non hanno fatto strage a Castelvolturno. Ma sono sempre gli stessi, usano sempre le stesse armi, anche se cercano di modificarle per trarre in inganno la scientifica, segno che ne dispongono di poche. Non entrano in contatto con le famiglie, stanno rigorosamente fra di loro. Ogni tanto qualcuno li intravede nei bar di qualche paesone, dove si fermano per riempirsi d'alcol. E da sei mesi nessuno riesce ad acciuffarli.
Castelvolturno, territorio dove sono avvenuti la maggior parte dei delitti, non è un luogo qualsiasi. Non è un quartiere degradato, un ghetto per reietti e sfruttati come se ne possono trovare anche altrove, anche se ormai certe sue zone somigliano più alle home town dell'africa che al luogo di turismo balneare per il quale erano state costruite le sue villette. Castelvolturno è il luogo dove i Coppola edificarono la più grande cittadella abusiva del mondo, il celebre Villaggio Coppola.

Castelvolturno è il luogo dove i Coppola edificarono la più grande cittadella abusiva del mondo, il celebre Villaggio Coppola. Ottocentosessantatremila metri quadrati occupati col cemento. Che abusivamente presero il posto di una delle più grandi pinete marittime del mediterraneo.

Ottocentosessantatremila metri quadrati occupati col cemento. Che abusivamente presero il posto di una delle più grandi pinete marittime del mediterraneo. Abusivo l'ospedale, abusiva la caserma dei carabinieri, abusive le poste. Tutto abusivo. Ci andarono ad abitare le famiglie dei soldati della NATO. Quando se ne andarono, il territorio cadde nell'abbandono più totale e divenne tutto feudo di Francesco Bidognetti e al tempo stesso territorio della mafia nigeriana. I nigeriani hanno una mafia potente con la quale ai Casalesi conveniva allearsi, il loro paese è diventato uno snodo nel traffico internazionale di cocaina e le organizzazioni nigeriane sono potentissime capace di investire soprattutto nei Money Transfer, i punti attraverso i quali tutti gli immigrati del mondo inviano i soldi a casa. Attraverso questi i nigeriani controllano soldi e persone.
Da Castelvolturno transita la coca africana diretta soprattutto in Inghilterra. Le tasse sul traffico che quindi il clan impone non sono soltanto il pizzo sullo spaccio al minuto, ma accordi di una sorta di joint venture. Ora però i nigeriani sono potenti, potentissimi. Così come lo è la mafia albanese, con la quale i Casalesi sono in affari. E il clan si sta slabbrando, teme di non essere più riconosciuto come chi comanda per primo e per ultimo sul territorio. Ed ecco che nei vuoti si insinuano gli uomini della paranza. Uccidono dei pesci piccoli albanesi come azione dimostrativa, fanno strage di africani di cui nessuno viene dalla Nigeria, colpiscono gli ultimi anelli della catena di gerarchie etniche e criminali. Muoiono ragazzi onesti, ma come sempre in questa terra, per morire non dev'esserci una ragione. E basta poco per essere diffamati. I ragazzi africani uccisi erano immediatamente tutti 'trafficanti' come furono 'camorristi' Giuseppe Rovescio e Vincenzo Natale, ammazzati a Villa Literno il 23 settembre 2003 perché erano fermi a prendere una birra vicinio a Francesco Galoppo, affiliato del clan Bidognetti. Anche loro furono subito battezzati come criminali.
Non è la prima volta che si compie da quelle parti una mattanza di immigrati. Nel 1990 Augusto La Torre, boss di Mondragone, partì con i suoi fedelissimi alla volta di un bar che pur gestito da italiani, era diventato un punto di incontro per lo spaccio degli africani. Tutto avveniva sempre lungo la statale Domitiana, a Pescopagano, pochi chilometri a nord di Castelvolturno, però già in territorio mondragonese. Uccisero sei persone, fra cui il gestore, e ne ferirono molte altre. Anche quello era stato il culmine di una serie di azioni contro gli stranieri, ma i Casalesi che pure approvavano le intimidazioni non gradirono la strage. La Torre dovette incassare critiche pesanti da parte di Francesco 'Sandokan' Schiavone. Ma ora i tempi sono cambiati e permettono di lasciar esercitare una violenza indiscriminata a un gruppo di cocainomani armati.

Chiedo di nuovo alla mia terra come si immagina. Lo chiedo anche a tutte quelle associazioni di donne e uomini che in grande silenzio qui lavorano e si impegnano. A quei pochi politici che riescono a rimanere credibili, che resistono alle tentazioni della collusione o della rinuncia a combattere il potere dei clan. A tutti coloro che fanno bene il loro lavoro, a tutti coloro che cercano di vivere onestamente, come in qualsiasi altra parte del mondo. A tutte queste persone. Che sono sempre di più, ma sono sempre più sole. Come vi immaginate questa terra. Se è vero, come disse Danilo Dolci, che ciascuno cresce solo se è sognato, voi come ve li sognati questi luoghi? Non c'è stata mai così tanta attenzione rivolta alle vostre terre e quel che vi è avvenuto e vi avviene. Eppure non sembra cambiato molto.

Antonio Iovine e Michele Zagaria. Dodici anni di latitanza. Anche di loro si sa dove sono. Il primo è a San Cipriano d'Aversa, il secondo a Casapesenna. In un territorio grande come un fazzoletto di terra, possibile che non si riesca a scovarli?

I due boss che comandano continuano a comandare e ad essere liberi. Antonio Iovine e Michele Zagaria. Dodici anni di latitanza. Anche di loro si sa dove sono. Il primo è a San Cipriano d'Aversa, il secondo a Casapesenna. In un territorio grande come un fazzoletto di terra, possibile che non si riesca a scovarli? E' storia antica quella dei latitanti ricercati in tutto il mondo e poi trovati proprio a casa loro. Ma è storia nuova che ormai ne hanno parlato più e più volte giornali e tv, politici di ogni colore hanno promesso che li faranno arrestare, ma intanto il tempo passa e nulla accade. E sono lì. Passeggiano, parlano, incontrano persone.

Ho visto che nella mia terra sono comparse scritte contro di me. Saviano merda. Saviano verme. E un'enorme bara con il mio nome. E poi insulti, continue denigrazioni a partire dalla più ricorrente e banale: 'Quello: s'è fatto i soldi'. Col mio lavoro di scrittore adesso riesco a vivere e, per fortuna, pagarmi gli avvocati. E loro? Loro che comandano imperi economici e si fanno costruire ville faraoniche in paesi dove non ci sono nemmeno le strade asfaltate? Loro che per lo smaltimento di rifiuti tossici sono riusciti in una sola operazione a incassare sino a 500milioni di euro e hanno imbottito la nostra terra di veleni al punto tale di far lievitare fino al 24% certi tumori, e le malformazioni congenite fino all'84% percento? Soldi veri che generano secondo l'Osservatorio epidemiologico campano una media di 7.172,5 morti per tumore all'anno in Campania. E ad arricchirsi sulle disgrazie di questa terra sarei io con le mie parole o i carabinieri e i magistrati, i cronisti e tutti gli altri che con libri o film o in ogni altro modo continuano a denunciare? Com'è possibile che si crei un tale capovolgimento di prospettive? Com'è possibile che anche persone oneste si uniscano a questo coro? Pur conoscendo la mia terra, di fronte a tutto questo, io rimangono incredulo e sgomento e anche ferito al punto che fatico a trovare la mia voce. Perché il dolore porta ad ammutolire, perché l'ostilità porta a non sapere a chi parlare. E allora a chi devo rivolgermi, che cosa dico?

Come faccio a dire alla mia terra di smettere di essere schiacciata tra l'arroganza dei forti e la codardia dei deboli?

Come faccio a dire alla mia terra di smettere di essere schiacciata tra l'arroganza dei forti e la codardia dei deboli? Oggi qui in questa stanza dove sono, ospite di chi mi protegge, è il mio compleanno. Penso a tutti i compleanni passati così, da quando ho la scorta, un po' nervoso, un po' triste, e soprattutto solo. Penso che non potrò mai più passarne uno normale nella mia terra, che non potrò mai più metterci piede. Rimpiango come un malato senza speranze tutti i compleanni trascurati, snobbati perché è solo una data qualsiasi e un altro anno ce ne sarà uno uguale. Ormai si è aperta una voragine nel tempo e nello spazio, una ferita che non potrà mai rimarginarsi. E penso pure e soprattutto a chi vive la mia stessa condizione e non ha come me il privilegio di scriverne e parlare a molti. Penso ad altri amici sotto scorta, Raffaele, Rosaria, Lirio, Tano, penso a Carmelina, la maestra di Mondragone che aveva denunciato il killer di un camorrista e che da allora vive sotto protezione, lontana, sola. Lasciata dal fidanzato che doveva sposare, giudicata dagli amici che si sentono schiacciati dal suo coraggio e dalla loro mediocrità. Perché non c'era stata solidarietà per il suo gesto, anzi, ci sono state critiche e abbandono. Lei ha solo seguito un richiamo della sua coscienza e ha dovuto barcamenarsi con il magro stipendio che le da lo stato. Cos'ha fatto Carmelina, cos'hanno fatto altri come lei per avere la vita distrutta e sradicata, mentre i boss latitanti continuano a poter vivere protetti e rispettati nelle loro terre? E chiedo alla mia terra, che cosa ci rimane. Ditemelo. Galleggiare? Far finta di niente? Calpestare scale di ospedali lavate da cooperative di pulizie loro, ricevere nei serbatoi la benzina spillata da pompe di benzina loro? Vivere in case costruite da loro, bere il caffè della marca imposta da loro (ogni marca di caffè per essere venduta nei bar deve avere l'autorizzazione dei clan), cucinare nelle loro pentole (il clan Tavoletta gestiva produzione e vendita delle marche più prestigiose di pentole)? Mangiare il loro pane, la loro mozzarella, i loro ortaggi? Votare i loro politici che riescono, come dichiarano i pentiti, ad arrivare alle più alte cariche nazionali? Lavorare nei loro centri commerciali, costruiti per creare posti di lavoro e sudditanza dovuta al posto di lavoro, ma intanto non c'è perdita perché gran parte dei negozi sono loro? Siete fieri di vivere nel territorio con i più grandi centri commerciali del mondo e insieme uno dei più alti tassi di povertà? Passare il tempo nei locali gestiti o autorizzati da loro? Sedersi al bar vicino ai loro figli, i figli dei loro avvocati, dei loro colletti bianchi? E trovarli simpatici e innocenti, tutto sommato persone gradevoli, perché loro in fondo sono solo ragazzi, che colpa hanno dei loro padri.

Non si tratta di stabilire colpe, ma smettere di accettare e di subire sempre, smettere di pensare che almeno c'è ordine, che almeno c'è lavoro, e che basta non grattare, non alzare il velo, continuare ad andare avanti per la propria strada.

E infatti non si tratta di stabilire colpe, ma smettere di accettare e di subire sempre, smettere di pensare che almeno c'è ordine, che almeno c'è lavoro, e che basta non grattare, non alzare il velo, continuare ad andare avanti per la propria strada. Che basta fare questo e nella nostra terra si è già nel migliore dei mondi possibili, o magari no, ma nell'unico mondo possibile sicuramente. Quanto ancora dobbiamo aspettare? Quanto ancora dobbiamo vedere i migliori emigrare e i rassegnati rimanere? Siete davvero sicuri che vada bene così? Che le serate che passate a corteggiarvi, a ridere, a litigare, a maledire il puzzo dei rifiuti bruciati, a scambiarvi quattro chiacchiere, possano bastare? Voi volete una vita semplice, normale, fatta di piccole cose, mentre intorno a voi c'è una guerra vera, mentre chi non subisce e denuncia e parla, perde ogni cosa. Come abbiamo fatto a divenire così ciechi? Così asserviti e rassegnati, così piegati?
Come è possibile che solo gli ultimi degli ultimi, gli africani che subiscono lo sfruttamento e la violenza dei clan italiani e di altri africani, abbiano saputo una volta tirare fuori più rabbia che paura e rassegnazione? Non posso credere che un sud così ricco di talenti e forze possa davvero accontentarsi solo di questo. La Calabria ha il PIL più basso d'Italia ma 'Cosa Nuova', ossia la ndrangheta fattura quanto e più di una intera manovra finanziaria italiana. Alitalia sarà in crisi, ma a Grazzanise, in un territorio marcio di camorra, si sta per costruire il più grande aeroporto italiano, il più vasto del mediterraneo. Una terra condannata a far circolare enormi capitali senza avere uno straccio di sviluppo vero, e invece ha danaro, profitto, cemento che ha il sapore del saccheggio, non della crescita.
Non posso credere che riescano a resistere soltanto pochi individui eccezionali. Che la denuncia sia ormai solo il compito dei pochi singoli, preti, maestri, medici, i pochi politici onesti e gruppi che interpretano il ruolo della società civile. E il resto? Gli altri se ne stanno buoni e zitti, tramortiti dalla paura? La paura. L'alibi maggiore. Fa sentire tutti a posto perché è in suo nome che si tutelano la famiglia, gli affetti, la propria vita innocente, il proprio sacrosanto diritto a viverla e costruirla. Ma non avere più paura, non sarebbe difficile. Basterebbe agire, ma non da soli. La paura va a braccetto con l'isolamento. Ogni volta che qualcuno si tira indietro, crea altra paura, che crea ancora altra paura, in un crescendo esponenziale che immobilizza, erode, lentamente manda in rovina.

'Si può edificare la felicità del mondo sulle spalle di un unico bambino maltrattato?'

'Si può edificare la felicità del mondo sulle spalle di un unico bambino maltrattato?' domanda Ivan Karamazov a suo fratello Aljoša. Ma voi non volete un mondo perfetto, volete solo una vita tranquilla e semplice, una quotidianità accettabile, il calore di una famiglia. Accontentarvi di questo pensate che vi metta al riparo di ansie e dolori. E forse ci riuscite, riuscite a trovare una dimensione in cui trovate serenità. Ma a che prezzo? Se dovessero nascere malati o ammalarsi i vostri figli, se un' altra volta dovreste rivolgervi a un politico che in cambio di un voto vi darà un lavoro senza il quale anche i vostri piccoli sogni e progetti finiscono nel vuoto, quando faticherete ad ottenere un mutuo per la vostra casa mentre i direttori delle stesse banche saranno sempre disponibili con chi comanda, quando vedrete tutto questo, forse, vi renderete conto che non c'è riparo, che non esiste nessun ambito protetto, e che l'atteggiamento che pensavate realistico e saggiamente disincantato, vi ha appestato l'anima di un risentimento e rancore che toglie ogni gusto alla vostra vita. Perché se tutto ciò è triste la cosa ancora più triste è l'abitudine. Abituarsi che non ci sia null'altro da fare che rassegnarsi, arrangiarsi o andare via. Chiedo alla mia terra se riesce ancora ad immaginare di poter scegliere. Le chiedo se è in grado di compiere almeno quel primo gesto di libertà che sta nel riuscire a pensarsi diversa, di pensarsi libera. Non rassegnarsi ad accettare come un destino naturale quel che è invece opera degli uomini.
Quegli uomini possono strapparti alla tua terra e al tuo passato, portarti via la serenità, impedirti di trovare una casa, scriverti insulti sulle pareti del tuo paese, possono fare il deserto intorno a te. Ma non possono estirpare quel che resta una certezza e, per questo, rimane pure una speranza. Che non è giusto, non è per niente naturale, far sottostare un territorio al dominio della violenza e dello sfruttamento senza limiti. E che non deve andare avanti così, perché così è sempre stato. Anche perché non è vero che tutto è sempre uguale, ma è sempre peggio. Perché la devastazione cresce proporzionalmente con i loro affari, perché è irreversibile come la terra una volta per tutte appestata, perché non conosce limiti. Perché là fuori si aggirano sei killer abbruttiti e strafatti, con licenza di uccidere e non mandato, che non si fermano di fronte a nessuno. Perché sono loro l'immagine e somiglianza di ciò che regna oggi su queste terre e di quel che le attende domani, dopodomani, nel futuro. Bisogna trovare la forza di cambiare. Ora, o mai più.
by Roberto Saviano
8月28日

Tutto sulle Donne

Tutte quelle cose che si dicono su perchè i ragazzi amino le ragazze sono vere!!! Questa lettera è davvero carina ragazzi! Soprattutto la fine!!!!!! Leggetela sono stupende le cose che dice!!
 
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Articolo 1 : Dichiarazione d'Amore: il Bacio
1. Bacio sulla mano.... Ti adoro
2. Bacio sulla guancia... Voglio soltanto essere amici
3. Bacio sul collo... Ti voglio
4. Bacio sulle labbra... Ti amo
5. Bacio sulle orecchie... Sto solo giocando
6. Bacio da qualsiasi altra parte... Non facciamoci trasportare dall'entusiasmo
7. Sguardo negli occhi... Baciami
8. Giocare coi tuoi capelli... Non posso vivere senza di te
9. Mani sui tuoi fianchi... Ti amo troppo per lasciarti andare

Articolo 2: I Tre Passi
1. Ragazze: Se un ragazzo si prende troppa confidenza con voi, tirategli un ceffone
2. Ragazzi: Se una ragazza vi tira un ceffone,le sue intenzioni sono comunque ancora buone
3. Ragazzi e Ragazze:Chiudete gli occhi quando baciate, è rozzo fissare!!
 
Articolo 3: I Comandamenti
1. Non dovrai stringere troppo forte.
2. Non chiederai mai un bacio, ne darai o riceverai soltanto
3. Bacerai ad ogni opportunità. 

**Ricorda** Una pesca è una pesca, Una prugna è una prugna,Un bacio non è un
bacio senza un po' di lingua quindi aprite le vostre bocche, chiudete gli occhi, e fate fare un po' di esercizio alla vostra lingua!!! BENE, ecco un po' dei motivi per cui i ragazzi amano le ragazze:
1. Loro profumeranno sempre, anche se è solo shampoo
2. Il modo in cui le loro teste trovano sempre lo spazio giusto sulle nostre spalle
3. Come sono carine quando dormono
4. La facilità con la quale si adattano tra le nostre braccia
5. Il modo in cui ti baciano e all'improvviso tutto va bene nel mondo
6. Come sono carine quando mangiano
7. Il modo in cui ci mettono ore a vestirsi ma alla fine ne fanno valere la pena
8. Perchè sono sempre calde anche se fuori ci sono meno 30°
9. Il modo in cui stanno bene con qualsiasi cosa addosso
10. Il modo in cui ricercano i complimenti anche se entrambi sapete che tu pensi che lei sia la più bella cosa sulla terra
11. Come sono carine quando discutono
12. Il modo in cui la loro mano trova sempre la vostra
13. Il modo in cui sorridono
14. Il modo in cui ti senti quando vedi il loro nome sul display del cellulare subito dopo che hai avuto un
brutto litigio
15. Il modo in cui lei dice 'Non litighiamo più anche se sapete che un'ora più tardi starete discutendo per qualcosa
16 Il modo in cui ti baciano dopo che tu hai fatto qualcosa di carino per loro
17. Il modo in cui ti baciano quando le dici 'Ti amo'
18. A dire il vero .... semplicemente il modo in cui ti baciano!!!
19. Il modo in cui cadono tra le tue braccia quando piangono
20. E poi il modo in cui si scusano per aver pianto per qualcosa di così stupido
21. Il modo in cui ti colpiscono e si aspettano di farti male
22. E poi il modo in cui si scusano quando ti hanno fatto male sul serio!

23. Il modo in cui dicono 'Mi manchi'
24. Il modo in cui ti mancano
25. Il modo in cui le loro lacrime ti fanno venir voglia di cambiare il mondo così che non le faccia più male...
 
Tuttavia non importa se le ami,le odi, desideri che muoiano o sappia che non potresti vivere senza di loro... Non ha importanza.
Perchè per una volta nella tua vita, qualsiasi cosa fossero per il mondo, diventano tutto per te. Quando le guardi negli occhi,viaggiando nelle profondità delle loro anime e dici un milione di cose senza il minimo suono, sai che la tua vita è inevitabilmente consumata all'interno dei battiti del suo cuore. Le amiamo per un milione di motivi, nessun foglio di carta potrebbe rendergli giustizia

8月21日

vi lascio alcuni pensieri...

Dormi quando puoi

 

Disapprova quando sei stanco

 

 

Leggi tutto ciò che ti piace

Gioca con le cose semplici

 

Fai ciò che vuoi ogni volta che ti va

Cerca affetto quando ne hai bisogno

Diventa serio quando serve

Dimostra affetto

Arrabbiati quando serve

Cambia il tuo look

Sii felice in ogni caso al di là delle sfide che verranno, serviranno a mostrarti quanto possiamo essere forti a superarle...

 

8月17日

da IL CONFRONTO.TK

domenica 17 agosto 2008

SCIABOLA: SIAMO DI BRONZO. GRANDISSIMO GIGI!


 
PECHINO, 17 AGOSTO 2008 - Termina con un: "CIAO OTTAVIANO!", l'intervista al neo campione del mondo Gigi Tarantino, che ha conquistato insieme ad Aldo Montano e Giampiero Pastore, il bronzo nella sciabola maschile a squadre. La squadra maschile ha centrato il bronzo olimpico battendo nella finale la Russia (bronzo olimpico ad Atene e mai scesa dal podio da Atlanta '96) per 45 a 44. Match combattuto con i maestri russi, incerto sino alle ultime stoccate, con i russi che sono arrivati ad un passo dal successo. Nel primo assalto il campione del mondo Pozdnyakov batte Tarantino 5-4, poi Pastore perde due punti nel terzo, Tarantino ne recupera uno ma la Russia riesce a mantenere due punti di vantaggio. Tutti sul filo dell'equilibrio i successivi assalti (addirittura trei pareggi per 5-5). Decisivo l'ultimo assalto: Montano è autore di una grande rimonta su Pozdnyakov, lo trascina fino al 44-44, poi con un'ultima decisiva stoccata regala il bronzo all'Italia.

Il dettaglio degli assalti: Tarantino-Pozdnyakov 4-5, Montano-Kovalev 5-5, Pastore-Yakimenko 3-5, Tarantino-Kovalev 6-5, Pastore-Pozdnyakov 5-5, Montano-Yakimenko 5-5, Pastore-Kovalev 5-6, Tarantino-Yakimenko 4-5, Montano-Pozdnyakov 8-3.

Tutta Ottaviano ora aspetta il rientro del Campione del Mondo e del Bronzo Olimpico per tributargli tutti glI onori che gli spettano e per riabbracciare questo grandissimo campione...

Grazie Gigi. Grazie di averci regalato questa ennesima emozione in questa mattinata olimpica...E ora proviamo ad arrivare a Londra 2012...Sognare ancora non costa nulla...

EMANUELE RAGOSTA...IL CONFRONTO.TK
8月13日

Grande Fede,Finalmente Oro ! ! !

 

 

          

 

 
 
ORO E NUOVO RECORD DEL MONDO NEI 200 STILE LIBERO

Un nuovo strepitoso record del mondo stabilito da Federica  Pellegrini nella finale dei 200 stile libero alle olimpiadi di Pechino 2008 che le è valso la medaglia d'oro davanti alla slovena Isakovic. Il nuovo tempo, che va a sostituire quello precedente di 1.55.45, è di 1.54.82.

 
 

 

 

un anno e 3 mesi...auguri amore mio


A te che sei l’unica al mondo
L’unica ragione per arrivare fino in fondo
Ad ogni mio respiro
Quando ti guardo
Dopo un giorno pieno di parole
Senza che tu mi dica niente
Tutto si fa chiaro
A te che mi hai trovato
All’ angolo coi pugni chiusi
Con le mie spalle contro il muro
Pronto a difendermi
Con gli occhi bassi
Stavo in fila
Con i disillusi
Tu mi hai raccolto come un gatto
E mi hai portato con te
A te io canto una canzone
Perché non ho altro
Niente di meglio da offrirti
Di tutto quello che ho
Prendi il mio tempo
E la magia
Che con un solo salto
Ci fa volare dentro all’aria
Come bollicine
A te che sei
Semplicemente sei
Sostanza dei giorni miei
Sostanza dei giorni miei
A te che sei il mio grande amore
Ed il mio amore grande
A te che hai preso la mia vita
E ne hai fatto molto di più
A te che hai dato senso al tempo
Senza misurarlo
A te che sei il mio amore grande
Ed il mio grande amore
A te che io
Ti ho visto piangere nella mia mano
Fragile che potevo ucciderti
Stringendoti un po’
E poi ti ho visto
Con la forza di un aeroplano
Prendere in mano la tua vita
E trascinarla in salvo
A te che mi hai insegnato i sogni
E l’arte dell’avventura
A te che credi nel coraggio
E anche nella paura
A te che sei la miglior cosa
Che mi sia successa
A te che cambi tutti i giorni
E resti sempre la stessa
A te che sei
Semplicemente sei
Sostanza dei giorni miei
Sostanza dei sogni miei
A te che sei
Essenzialmente sei
Sostanza dei sogni miei
Sostanza dei giorni miei
A te che non ti piaci mai
E sei una meraviglia
Le forze della natura si concentrano in te
Che sei una roccia sei una pianta sei un uragano
Sei l’orizzonte che mi accoglie quando mi allontano
A te che sei l’unica amica
Che io posso avere
L’unico amore che vorrei
Se io non ti avessi con me
a te che hai reso la mia vita bella da morire, che riesci a render la fatica un immenso piacere,
a te che sei il mio grande amore ed il mio amore grande,
a te che hai preso la mia vita e ne hai fatto molto di più,
a te che hai dato senso al tempo senza misurarlo,
a te che sei il mio amore grande ed il mio grande amore,
a te che sei, semplicemente sei, sostanza dei giorni miei, sostanza dei sogni miei...
e a te che sei, semplicemente sei, compagna dei giorni miei...sostanza dei sogni...
 
 
 
7月17日

finalmente dinho

UFFICIALE: Ronaldinho è del Milan

 

 

 L'AC Milan e l'FC Barcelona hanno raggiunto un principio di accordo per il trasferimento di Ronaldinho alla Società rossonera. Il calciatore sarà domani a Milano per sottoporsi alle visite mediche e per firmare il contratto che lo legherà al Milan fino al 30 Giugno 2011.
7月13日

X IL MIO AMORE...TI AMO

 

[VivO.sL.dI.tE]

[Di.oGnI.gEsTo.Ke.Fai]

[Di.QuEgLi.AtTiMi.ChE]

[Tu.SoLtANto.Mi.DaI]

    [OgNi.gIoRnO.dI.pIù]  

   [So.CoNvInCeRmI.cHe]

[NuLlA.aVrEbBe.SeNsO]

  [Se.Nn.FoSsI.qUi.CoN.mE...]   

 

AMORE MIO,MI DICEVI DA UN PO' CHE NON FACEVO PIU' UN INTERVENTO SU DI TE NEL MIO BLOG.OGGI è L GIORNO GIUSTO,OGGI è IL 13 LUGLIO,CIO' SIGNIFICA CHE SONO PASSATI 427 GG DA QUANDO LE NOSTRE VITE SI SONO INCONTRATE.OGGI HO ESAGERATO,HO CREATO UNA SITUAZIONE UN PO' PESANTE,SENZA CONSIDERARE CHE TU GIA' ERI NERVOSA E SPOSSATA DI TUO.TI CHIEDO SCUSA DICENDOTI CHE CERCHERO DI CAMBIARE,E LO SAI BENE CHE LA MIA VITA SENZA DI TE NON HA SENSO.NON DIRO' PIU' BUGIE TE LO GIURO,CERCHERO,ANZI,NON TI DELUDERO' PIU'.VOGLIO SOLO AUGURARTI ANZI AUGURARCI ALTRI 100 DI QUESTI MESIVERSARI,MA TI GIURO NON KOME OGGI...AUGURI AMORE MIO...TI AMO TROPPO..NON MI LASCIARE MAI..TUO PAKO

7月9日

OTTAVIANO - QUARTIERE di PIEDITERRA:CELEBRAZIONI PER LA MADONNA DELLA SALUTE

OTTAVIANO - QUARTIERE di PIEDITERRA:CELEBRAZIONI PER LA MADONNA DELLA SALUTE di Leonida Ambrosio - pubblicato il 7 Luglio 2008 su www.unapagina.it
 
 

Ottaviano - Sabato 26 luglio il via ai festeggiamenti della Madonna della Salute, con l’esposizione della venerata immagine, davanti alla quale sfileranno centinaia di devoti che giungeranno da ogni parte dell’area vesuviana.

Sabato 2 agosto: solenne celebrazione della Eucarestia presieduta da S.E. Mons. Bruno Schettino, Arcivescovo di Capua. La domenica: Festa della Madonna della Salute, sarà celebrata la Santa messa e nel pomerggio, alle ore 19, si svolgerà la solenne processione per le vie di Ottaviano.

I festeggiamenti civili avranno il loro apice con lo svolgimento della 21esima edizione della Sagra delle penne all’arrabbiata, panini e melone, mentre i giovani si diletteranno con musica trend, tutto questo averrà venerdì 1 agosto. Mentre il giorno successivo ci sarà una serata musicale dedicata a: “Napoli ieri e oggi”, protagonista il cantante partenopeo Tommy Riccio.

Domenica 3 agosto: serata di musica lirica e sinfonica e la conclusione dei festeggiamenti con i suggestivi fuochi pirotecnici, che ad Ottaviano hanno una tradizione riconosciuta nel mondo. 

6月22日

21 GIUGNO:SI APRE L'ESTATE

21 GIUGNO:
PRIMO GIORNO D'ESTATE!!!!!!
SONDAGGIO:COSA NE PENSATE DELL'ESTATE E DOVE ANDRETE IN VACANZA?
RISPONDETE IN MOLTI COMMENTANDO QUESTO INTERVENTO

 

 

Il 21 giugno è il 172° giorno del Calendario Gregoriano, mancano 193 giorni alla fine dell’anno.
Primo giorno d’estate.
Il sole entra nel segno astrologico del Cancro.
E’ il sostizio d’estate: il giorno dell’anno con più ore di luce.
 

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I solstizi sono i due momenti dell'anno nei quali il Sole raggiunge il punto più meridionale o settentrionale della sua corsa apparente nel cielo,
rispettivamente al tropico del Capricorno e al tropico del Cancro.

Etimologicamente, solstizio significa "il Sole si ferma", perché la sua elevazione zenitale non sembra cambiare da un giorno all'altro. I solstizi dipendono dall'inclinazione dell'asse terrestre.

 
Le date dei solstizi sono invertite per gli emisferi Nord e Sud.
Il solstizio d'estate è, nell’emisfero Nord, il 21 giugno o il 22 (nell’emisfero Sud il 21 o 22 dicembre).
Il solstizio d'estate è la data del dì più lungo dell'anno, e di conseguenza della notte più corta.
Al momento del solstizio, il Sole raggiunge la sua massima declinazione nel suo movimento apparente rispetto al piano dell’eclittica, ed è allo zenit al tropico del Cancro.
Il solstizio d'inverno è, nell’emisfero Nord, il 21 dicembre, o il 22 (21 o 22 giugno nell’emisfero Sud).
La data del solstizio d'inverno coincide col dì più corto dell'anno e con la notte più lunga.
Il Sole raggiunge la sua minima declinazione ed è allo zenit al tropico del Capricorno.
 

Vacanze mie sto arrivando!!!

eh si avete capito bene... 

cavoli ke voglia di mare, sole...e il dolce far niente!!!!! mare mare mare ma ke voglia di arrivare!!!!!!!

Questo però non mi deve assolutamente distrarre...ho un sacco di cose da far prima...

un sacco di date,serate,sarà un' ''Estate 2008'' da ricordare a lungo negli annali...

e Lion Duglas sarà la voce delle vostre vacanze...

mamma mia e che estate che mi aspetta...

ma non sveliamo troppo..a tempo debito saprete tutto...

Ora scappo un grosso bacio e..

avete visto ke sono riuscito a fare un saltino nei vostri blog??

Besitos a Todos

Lion Duglas powered Los Amigos De Musica

SUMMER 2008

6月18日

POST DI martedì 17/06/08...IL CONFRONTO.TK

PUBBLICO ANCORA CON TANTO PIACERE IL POST DI martedì 17 giugno 2008 SCRITTO SA EMANUELE RAGOSTA APPARSO SU WWW.ILCONFRONTO.TK SULL'EMERGENZA RIFIUTI,FACENDOMI PERDONARE DELLA MIA ASSENZA ALLA RIUNIONE DI IERI........SCUSATEMI TUTTI........

ECCOVI IL CONSIGLIO COMUNALE DI IERI: SPECIALE EMERGENZA RIFIUTI

Si è svolto ieri presso l'aula consiliare del Comune di Ottaviano il CONSIGLIO MONOTEMATICO SULL'EMERGENZA RIFIUTI.
Tante le persone che hanno partecipato e tante quelle che avrebbero voluto intervenire. Anche noi abbiamo dato una mano, inviando proprio ieri mattina un DOSSIER intitolato "Speciale Raccolta rifiuti" nel quale dopo una breve analisi della situazione del Paese, abbiamo dato spazio alle nostre numerose proposte. Era importante ed è importante che ognuno di noi faccia qualcosa e metta in gioco le proprie idee per risolvere il problema.
E' stato un Consiglio Comunale molto costruttivo, in cui a differenza delle altre volte sia la maggioranza che l'opposizione hanno messo da parte quelle che erano le loro idee politiche e hanno cercato tutti di dare una mano, di proporre e di trovare soluzioni al poblema.
Il consigliere Ciniglio di Rifondazione Comunista è stato il primo a prendere la parola illustrando seppur troppo a bassa voce quello che era e che è il programma di quest'Amministrazione per la risoluzione del problema.
"Si farà il PORTA A PORTA" ha continuato il consigliere, rassicurando i cittadini che ci sarà un'imponente e straordinaria campagna di informazione. Si darà vita ad una vera e propria "ALFABETIZZAZIONE AMBIENTALE". I collaboratori al momento della consegna di quelli che saranno i contenitori per la differenziata spiegheranno come funzionerà la raccolta e in che modo si dovranno differenziare i rifiuti. Verrà istituito un apposito ufficio presso la Casa Comunale al quale tutti i cittadini potranno chiedere informazioni e far presente quelle che sono le loro eventuali impressioni e problematiche.
E' intervenuto poi il consigliere Saviano, ex sindaco di Ottaviano. Saviano ha sottolineato che darà il massimo contributo mettendo a disposizione la sua esperienza e le sue idee, anche se ha precisato che un programma per la raccolta così importante doveva prima essere posto all'attenzione dei consiglieri e poi alla gente e non conoscere un programma così vasto solo all'ultimo minuto. Ha chiesto poi che la raccolta cominci quanto prima.
Dopo l'intervento di altri membri della maggioranza e dell'opposizione, ha concluso Mario Iervolino, sindaco del nostro paese, facendo una promessa e prendendo un impegno con i cittadini: "LA RACCOLTA DIFFERENZIATA PARTIRA' IL 20 LUGLIO".
Ha sottolineato poi che l'Amministrazione farà tutto il possibile per la risoluzione ma grande responsabilità e impegno spetteranno anche a quelli che sono i cittadini, fiducioso comunque che gli Ottavianesi e Ottaviano potranno raggiungere anche con la differenziata importanti traguardi.
Noi de "Il Confronto" resteremo vigili e aspetteremo. Siamo i primi a volere la risoluzione del problema. Per una volta vogliamo essere ottimisti sperando di non essere ancora una volta TRADITI. Speriamo bene.....
EMANUELE RAGOSTA

italia francia 2 0

QUI AZZURRI  Euro 2008

Francia sconfitta,
ora c'è la Spagna.
E l'onesta Olanda
regola la Romania
L'Italia vince 2-0 e strappa la qualificazione. Domenica la sfida con la Spagna. Primo gol su rigore di Pirlo, l'altro di De Rossi su punizione. Francia in dieci (espulso Abidal).
Miracolo. Non mi viene in mente un’altra parola. Noi avanti, la Francia a casa, i romeni pure. Niente biscotto, a Berna. Tutti ai piedi del nuovo simbolo della lealtà sportiva, l’Olanda, e di Marco Van Basten, anche se qualcuno dei suoi famigli, lassù in piccionaia, parla, torvo, di coglioneria: e se in semifinale... È stata una notte che ci porteremo appresso per chissà quanto tempo.

L’intreccio e l’intrigo, gli occhi a Zurigo, il cuore a Berna, memori della torta che ci servirono Danimarca e Svezia agli Europei del 2004 e del ciarpame che ci trasciniamo da quando abbiamo deciso - più o meno dall’epoca di Niccolò Machiavelli - che bisogna vincere a tutti i costi: e, per questo, il fine giustifica i mezzi, sempre. Italia, dunque. All’ultimissimo palpito, dopo aver spennato i galletti di Domenech al di là dello scarto e degli episodi, e grazie alla nobiltà d’animo dei batavi.

D’improvviso, siamo tutti con Donadoni e per Donadoni. Poco importa che abbia smontato e rimontato la formazione per la terza volta, su tre, segno di idee che proprio chiare non dovevano essere. Per fortuna, e non solo, ha azzeccato assetto e sciolina con la Francia, nello snodo che valeva una stagione: di sicuro, la sua. E adesso può succedere veramente di tutto, perché l’italiano salvato diventa una belva, e la Spagna che ci attende nei quarti a Vienna l’ha già provato sulla sua pelle ai Mondiali americani del ’94, dopo il coma nigeriano dal quale eravamo usciti grazie a una doppietta di Roberto Baggio, il primo gol al novantesimo o giù di lì, il secondo, su rigore, nei supplementari, con i polpastrelli dei poveri scribi costretti a una repente torsione di marcia: via i capoversi su funerali e processi, sotto con i servoversi legati alla grandezza di un popolo che, più viene dato per morto, meglio respira.

Siamo fatti così. Ipocriti nel pretendere dagli altri una moralità che manco ci sogniamo, ma poi micidiali dongiovanni nel portare a letto il destino, se solo accetta di vederci «per l’ultima volta». La Francia, non la battevamo sul campo dal 1978. Era uno spareggio-salvezza, l’abbiamo gratificato di un impegno cocciuto e finalmente lucido, senza scoprirci troppo, senza offrire pretesti che potessero trasformarsi in occasioni di resa, agevolati dal k.o. di Ribery e dall’espulsione, cercata, di Abidal. La squadra non si è dimessa, né ha abbandonato il suo domatore. Si è chiusa a chiave dentro il fortino del tutto è ancora possibile, e ha giocato di conseguenza. A calcio e sui nervi, da imputato che si è scelto gli avvocati capaci delle arringhe più strabilianti, da De Rossi a Pirlo. Già era dura immaginarlo, figuriamoci crederci. Abbiamo fatto il nostro onesto lavoro da cooperativa malata ma orgogliosa, e a tratti persino coraggiosa e brillante. Divertente, il quadro di Zurigo. Ma ancora più utili le pennellate di Berna. L’Italia continua a essere uno strano miscuglio di limiti e forze, va in crisi non appena la coccoli, si solleva e gonfia i muscoli al primo schiaffone di traverso. Sembra sbagliata, e magari lo è sul serio, ma trova sempre qualcuno o qualcosa in grado di tenderle un appiglio. E se l’attacco si astiene, ci pensano terzini (Panucci), registi (Pirlo) e incursori (De Rossi). Il Mondiale del 1982 cominciò con tre pareggi. Al Trap, in Portogallo, non bastarono cinque punti. Il calcio si racconta sempre dalla fine. E se hai Buffon in porta, la fine coincide spesso con la finale.

 

6月4日

L'EVENTO DELL'ANNO

 
ANGELS OF LOVE & RADIO IBIZA ... presentano
A night under the stars!

 

14 giugno 2008
Start 22:00

LAGUNA MAGIC WORLD

uscita tangenziale LICOLA

 

 SPECIAL GUEST STAR


&

RADIO IBIZA

Presentano

!!! BOB SINCLAR !!!

www.myspace.com/monarennalls
http://www.mona-rennalls.de/
www.bobsinclar.com
www.myspace.com/bobsinclar

Protagonista del jet set internazionale, circondato dal mistero e dal sospetto, playboy della costa azzurra, sarcastico umorista e pieno di classe, il re delle atmosfere striptease anni '70, figura d'avanguardia della nuova generazione della musica house francese.
Bob Sinclar, nome tratto dall'agente segreto Bob Saint Clair dei romanzi scritti da Jean Paul Belmondo nel film del 1973 "Le Magnifique" di Philippe de Broca,
è solo uno dei tanti pseudonimi del dj parigino Chris Le Friant detto anche Chris the Franch Kiss, nato nel frizzante quartiere gay parigino del Marais, che ama nascondersi anche sotto altri nomi come The Mighty Bop e Chris le Friant.
Folgorato dalla musica dance, nel 1986 durante una mitica serata al Zoopsie di Parigi, Chris abbandona tutti i suoi interessi per dedicarsi al rap, all'hip-hop, alla garage music e ai mix dei leggendari club dedicati a questi nuovi suoni.
Nel 1990 Bob incontra Alain, alias Dj Yellows, resident dj de Le Globo, tempio dell'edonismo parigino, che gli apre le porte del soul e del jazz. Solo un anno dopo Bob Sinclar e Dj Yellows cominciano a dar vita quello che poi è diventato uno dei pilastri della musica elettronica francese, la
Yellow Production, rimanendo fedeli alle loro ispirazioni hip hop, acid jazz e funky disco groove.
A far conoscere Bob Sinclar al mondo intero è il singolo Gym Tonic (con la voce campionata dal video "Jane Fonda Workout"), la collaborazione di Thomas Bangalter (ex Daft Punk) ed il video di "My only Love" girato in Giappone.
Nel 2001 dà vita al progetto di una serie di compilation battezzate "Cerrone By...", la prima delle quali è stata "Cerrone by Bob Sinclar" (seguita da "Cerrone by Mousse T", "Cerrone by Modjo", e "Cerrone by Da** Pu**").
Mentre l'ultimo successo Love Generation è stato il pezzo dance dell'estate 2005, primo nelle classifiche di tutta Europa.

from AoL posse Dj FIORE

from Radio Ibiza

MARCELLO NIESPOLO

Voice by

CRISTIAN KEY

Warm Up

ERTO DJ, DJ DAVID

 

 

 

                                                           

  


LIVE

 MC MASSI

 

 


 

 

Infoline: 330 86 83 23
  339 68 23 066
 
e-Mail: matilde@angelsoflove.it
  info@angelsoflove.it
 
 
  


6月3日

martedì 3 giugno 2008

martedì 3 giugno 2008

Profili di un primo cittadino: Mario Iervolino, sindaco di Ottaviano


Pubblichiamo l'articolo integrale dell'incontro tenuto con il primo cittadino, dott. Mario Iervolino. Auguriamo a tutti una buona e piacevole lettura. Comunichiamo sin da ora che tutti i commenti ritenuti offensivi saranno immediatamente eliminati.


Il Confronto ha incontrato Mario Iervolino, sindaco del nostro Comune…
“E' primo canone dell'arte politica essere franco e fuggire dall'infingimento; promettere poco e mantenere quel che si è promesso. Io credo che debba essere sempre così. Inutile è promettere la Luna se questa è irraggiungibile. Eppure ciò può portare all’impopolarità. Talvolta il frutto di politiche sbagliate. Talvolta il risultato di scelte coraggiose. Non toccare mai la tasca delle persone se non vuoi avere nemici. La mia avventura è cominciata così, nella calda estate del 2004, bloccando una gara da 22 milioni di euro, quasi assegnata ad una società privata…Capivo già che sarebbero stati anni difficili, forse i più difficili della mia vita….Mario Iervolino”.
È cominciato con queste parole il nostro pomeriggio trascorso in compagnia del nostro primo cittadino, il dott. Mario Iervolino. Parole solenni che ci presentavano una realtà più difficile di quanto potesse apparire. Insomma poche parole per spiegare quanto può essere duro fare il sindaco del Comune di Ottaviano. Quanto può essere difficile mettersi in gioco, rischiare, mettere sempre la faccia e non tirarsi mai indietro di fronte a nulla. Quattro anni sono passati dall’insediamento di questa Amministrazione, anche questa quella della svolta, anche questa quella dei professionisti che avrebbero potuto e dovuto cambiare il volto al paese e che avrebbero dovuto restituire quella fiducia che molti cittadini hanno perso tanto tempo fa e che non hanno più ritrovato. Il paese vive da quattro anni giorni tranquilli e sereni, li vive anche la nostra Amministrazione mai messa in pericolo dall’opposizione, apparsa troppo poco incisiva, troppo blanda e talvolta poco propositiva. Troppe assenze e forse troppo pochi i contenuti. Sarà stato forse questo il vero problema: non aver mai sostenuto un vero e proprio esame di maturità. “Un buon sindaco può dimostrare il suo vero valore e può essere apprezzato solo quando ha di fronte una grande opposizione”. Per questa Amministrazione non è stato così. Non ci sono stati scogli insormontabili, né grandi oratori che con le parole e con i fatti potessero creare problemi. C’è stato troppo poco, a parte pochi raggi di sole (vedi Michele Saviano, ex sindaco di Ottaviano, uno dei pochi ad infiammare i consigli comunali). Bravo il sindaco nello stringere accordi oppure scarso interesse dell’opposizione nell’intervenire e nell’avanzare delle proposte concrete? Entrambe le visioni si poggiano su solide basi. Noi giovani eravamo curiosi di sapere, di capire, di esporre la nostra idea e di dare un giudizio. Il sindaco è stato pronto a rispondere su tutto quello che gli è stato chiesto, dimostrando il valore del vero politico e forse dell’unico politico di questa maggioranza, che non sembra per niente all’altezza del suo compito. L’essere un buon oratore ci ha fatto capire che non avevamo di fronte il solito azzeccagarbugli paesano che cerca di tenersi stretto solo la poltrona ma una persona capace che tuttavia non è ancora riuscito a fare il grande salto di qualità. Ci ha anche fatto capire che forse è l’unico a tirare l’acqua al proprio mulino e chi gli è intorno non è che sia di grande aiuto. Allo stesso tempo però nelle nostre menti, forte era anche la convinzione che troppe poche cose si erano realizzate in quattro anni di indisturbato governo, QUATTRO ANNI che non hanno mai rilanciato seriamente il paese. Ci resta un anno, un anno importante, un anno che potrà segnare il trionfo ma che potrebbe anche portare al fallimento questa amministrazione, semmai tutto quello che si è promesso non venisse mantenuto. Con molta franchezza ci ha detto che il campo sportivo non è tra le sue priorità, pur rimanendo stupito delle situazione di grande degrado in cui versa. I suoi obiettivi almeno in quest’area sono altri. Creare una tendo struttura polifunzionale. Al suo interno campi che possono essere utilizzati per le più varie attività. Inoltre la struttura ospiterebbe le attività di spettacolo ed eventualmente potrebbe ospitare anche il cinema cittadino. Il campo verrebbe, quindi, costruito in altro luogo. Probabilmente in un’area più ampia. L’idea è bella, apprezzabile ma difficilmente basterà un anno per tutto questo. È convinto che i giovani possano dare tanto a questo paese anche se sa perfettamente che non sono stati valorizzati abbastanza e si è creduto poco nelle loro potenzialità. Ci dice che questa è stata la prima Amministrazione che ha cercato di dare un po’ più di spazio ai giovani. Come lui stesso ha sottolineato, il bilancio del Comune al suo arrivo era in passivo per oltre 5 milioni di euro. Con un situazione così catastrofica non si poteva far di più di quello che si è fatto, almeno nei primi due anni del suo governo. Ci fa notare di aver provveduto a mettere tutte le scuole di competenza comunale in sicurezza. Interventi che sono stati fatti ma che non si vedono dall’esterno. Una caratteristica di quest’Amministrazione. Ha inoltre promesso la creazione, con lo sguardo sempre rivolto ai giovani, di due biblioteche, una telematica e l’altra cartacea. "Sono un uomo che lavora 13 – 14 ore al giorno e sono abituato a lavorare e a tenere questi ritmi. Lo faccio perché amo il mio paese. Lo faccio in silenzio. Perché il buon politico non si vede dal progetto che vanta e dal lavoro che sta per iniziare ma dalle cose concrete che riesce a realizzare. In silenzio ne sto realizzando tante e le sto realizzando tra le tante difficoltà e tra l’astio e l’ingerenza di tante persone che non mi vogliono seduto qui”. Ci tiene a sottolineare che si stanno realizzando ingenti opere pubbliche e che da quarant’anni a questa parte mai c’erano stati così stati cantieri in paese e una così grande mole di progetti in via di realizzazione o che sono stati già completati. Vedi piazzetta Ferrovia dello Stato, vedi l’ammodernamento dell’impianto di illuminazione. Si va dai gradoni di Piazza Durelli, mai toccati dal 1906 ai lavori lungo l’area del Castello Mediceo. Dal campo polivalente a San Gennarello alla piazza che sta per essere realizzata nella frazione. E continua: “Verrà completamente rifatto tutto Corso Umberto. L’area sarà messa in sicurezza e restituita allo splendore di un tempo”. Si impegnerà per la risoluzione del gravoso problema delle affissioni abusive, vera piaga del paese e ha continuato: “In quest’ultimo anno di governo – ci ha detto il dott. Iervolino - prendo un impegno qui davanti a voi de Il Confronto e con i cittadini di Ottaviano: quest’Amministrazione approverà finalmente il PUC (ex PIANO REGOLATORE). Manca solo qualche piccolo dettaglio. Entro pochi mesi sarà discusso in Consiglio Comunale”. E il suo futuro, quale sarà??? Ci pensa un attimo, improvvisamente cambia atteggiamento, poi dice: “Non lo so. Davvero non lo so. Il sentimento personale mi porterebbe ad andare via. È sempre più duro andare avanti e affrontare una simile mole di difficoltà. Sono molto scoraggiato. Ho dei giorni in cui veramente torno a casa distrutto e deluso. Rifai i giardinetti di San Michele e dopo un giorno sono vandalizzati. Cerchi di ristrutturare il Municipio e scopri che la notte del 31 dicembre dei vandali si sono divertiti a rompere le finestre e addirittura a rompere le lancette dell’orologio. Non hai ancora aperto via Lucci e scopri che sono stati già rotti i lampioni di quella strada. Tuttavia mi rinfranca l’aver avuto con me una buona squadra. Sono, però, convinto che il centro sinistra, che ha perso in tutti i Comuni delle vicinanze, mi chiederà di far un ulteriore sacrificio e di ricandidarmi”. Il nostro incontro termina con queste parole. Abbiamo avuto modo di confrontarci con la prima carica del paese. Sono state tante le promesse e gli impegni presi. Ringraziamo il sindaco, dott. Mario Iervolino per l’ospitalità e per la disponibilità che ha avuto nei nostri confronti. Manca un anno, sembra poco, ma chissà che non sia l’anno di quella tanto attesa svolta. Una vita senza speranza non vale la pena di essere vissuta…ma ci vuole coraggio per fare certe cose, per fare delle scelte. E quando parlo di coraggio penso in particolare all’approvazione del Piano Regolatore in un paese come Ottaviano. Sono passati quattro anni e nessuno in quei banchi, maggioranza e opposizione, si è mai alzato per dire: dov’è il Piano Regolatore? Perché non viene discusso in Consiglio? È facile illudere una persona, ancor di più un giovane. La nostra paura è vedere tutto ancora tradito…Bisogna avere il coraggio di osare, di provare a fare quello che gli altri non hanno fatto, senza guardare al passato, senza dar la colpa a questo o a quello. Bisogna avere il coraggio di guardare, per una volta, all’interesse di tutti, di tutti i cittadini di Ottaviano che rappresentate. Il coraggio di fare delle scelte che potrebbero essere anche impopolari ma che devono essere fatte. Il coraggio di essere decisivi e di fare finalmente qualcosa di veramente concreto per il Paese. Non ci sono più alibi o scusanti che possano reggere. Non c’è più niente a cui appendersi e non ci sarà più niente se queste promesse verranno a cadere. E questo credo che il nostro sindaco lo sappia bene… Vorrei terminare quest’articolo con alcune parole che dedico al sindaco e ai nostri amministratori in vista di quest’ultimo anno di amministrazione, nella speranza di veder realizzato tutto quello che si è promesso:
“Senza voler togliere nulla a quel genere di coraggio che porta alcuni uomini a morire, non dobbiamo dimenticare quegli atti di coraggio grazie al quale gli uomini vivono. Il coraggio nella vita quotidiana è forse uno spettacolo meno grandioso del coraggio in un atto definitivo ma resa pur sempre una miscela magnifica di trionfo e tragedia. Un uomo fa il suo dovere a dispetto delle conseguenze personali, nonostante gli ostacoli e i pericoli e le pressioni. E questo è il fondamento della moralità umana. In qualsiasi sfera della esistenza umana, un uomo può essere chiamato al coraggio quali che siano i sacrifici che affronta seguendo la propria coscienza: perdita dei suoi amici, della sua posizione, delle sue fortune e persino perdita delle persone che gli sono accanto. Ogni uomo deve decidere da se stesso qual è la giusta via da seguire. Le storie che si raccontano sul coraggio degli altri ci insegnano molte cose (Vedi Domenico Beneventano e Pasquale Cappuccio). Possono offrirci una speranza, possono farci da modello ma non possono sostituire il nostro coraggio. Per questo ogni uomo deve guardare alla propria anima. J.F.Kennedy.”

DA IL CONFRONTO...

domenica 1 giugno 2008

Dialogo con la voce della filosofia

IL CONFRONTO incontra il Prof. Aldo Masullo
http://www.aldomasullo.com/



Come sempre il Confronto è presente alle varie manifestazioni di stampo politico o culturale che animano la vita del territorio. Abbiamo, così, partecipato alla conferenza, organizzata dal Rotary Club, che ha visto come protagonista la figura di un luminare dei nostri tempi, il professor Aldo Masullo, filosofo campano ed ex deputato del PC. Un professionista, un intellettuale, ma soprattutto un uomo che ha saputo incantarci con il fascino della propria cultura e con la densità della propria esperienza di vita. Il professore ha saputo tenere sempre desta l’attenzione dell’uditorio, trattando con vivida lucidità e con un vivido senso del vero temi profondi e sempre attuali come la libertà, l’uguaglianza, la responsabilità di fronte alle proprie scelte. Il discorso ha seguito, senza mai diventare scontato o noioso, le tappe della vita umana e l’essenza dell’identità dell’individuo, da un’infanzia che ci priva della facoltà di decidere senza essere gravati dalla tutela dell’altro fino alla maturità, epoca della scelta che ci rende liberi, ma anche soli d’avanti al peso delle conseguenze di ciò che facciamo. Vivere sicuri è vivere “sine cura”, senza preoccupazioni, ma parimenti senza avere a cuore nulla e nessun altro: l’interesse per la realtà ci rende cero vulnerabili al rischio della perdita, del tradimento, della delusione, ma è l’unico modo per vivere un’esistenza piena. Il professore ha, inoltre, tracciato i diversi significati della diversità come stato di natura e dell’uguaglianza come diritto o, piuttosto, come richiesta. È dalla diversità che emergono i valori, quegli ideali che ci portano a realizzarci come individui. E proprio sull’individuo verte ancora la discussione, sulla sua crescita attraverso l’imitazione e sulla sua emancipazione che, passando per l’esperienza della libera attività e dell’iniziativa personale, ci porta alla fondamentale tappa della scelta. La brevità della vita, l’assenza di tempo, la libertà personale che è frutto di quella collettiva, il destino di morte insito nella vita: tutte tematiche profonde e controverse che impregnano la vita dell’uomo, e che il prof. Masullo ha saputo analizzare e sfrondare con maestria e con una vivace e continua ricerca del vero.
Il Confronto, inoltre, ci ha tenuto, come sempre, a far sentire da vicino la propria voce. L'Avvocato Franco Gentile, rappresentante del Rotary, ed il professore stesso ci hanno, così, concesso con cortesia ed estrema disponibilità un po’ del proprio tempo per rispondere alle nostre domande.
Abbiamo, così, scavato un po’ nell’identità di un’associazione, come il Rotary Club, impegnata nell’importantissimo e non semplice compito della diffusione della cultura sul territorio.
“Il Rotare”ci ha spiegato Gentile”E’ oggigiorno la più grande organizzazione umanitaria internazionale, tanto da essere membro consultivo dell’O.N.U. Raccoglie la partecipazione di vari professionisti e in particolare, qui ad Ottaviano, riunisce persone di una decina e più di comuni. Ci occupiamo principalmente di grandi progetti internazionali volti ad opere di solidarietà che, talaltro, seguiamo sul posto tramite la partecipazione di alcune nostre borsiste. Siamo attualmente occupati in un’attività di microcredito in Egitto e nella costruzione di una scuola tecnica in piena Foresta Amazzonica. Non per questo, comunque, trascuriamo la realtà locale”.
Abbiamo chiesto se l’associazione miri maggiormente ad un dialogo elitario con un uditorio piuttosto selezionato o se, invece, volga ad una diffusione più capillare delle proprie iniziative: il dottore ci ha risposto con franchezza che uno dei maggiori difetti del Rotary è quell’aria un po’ distaccata, da “loggia massonica” che lo ha caratterizzato in passato.
“La nostra è stata principalmente un’attività interna, ma oggi si avverte vivamente la necessità di rapportarsi al territorio, di creare momenti culturali che coinvolgano in modo ampio la popolazione, e questo non solo per ottenere una visibilità esterna, ma perché la gente ha bisogno di poter avere occasioni di dialogo. Non si può scaricare ogni responsabilità sulle spalle e sull’inefficienza della politica, non basta criticare l’assenza totale di spazi culturali o di politiche sociali: bisogna essere costruttivi, e le associazioni culturali che si muovono sul territorio potrebbero avere un ruolo importante nell’organizzare un calendario di attività dirette a tutta la popolazione. Di certo si può toccare con mano un interesse sempre più vivo e partecipe della gente e soprattutto dei giovani”. Alla nostra domanda, inoltre, risponde che la cultura riveste un ruolo fondamentale anche e principalmente nella nostra società malata di stati comuni e status symbol: è l’unico mezzo per poter ripartire, afferma, e per riaffermare il prevalere dell’essere sull’apparire.
Ci siamo, poi, rivolti ( a dire la verità con un groppo in gola e tanta emozione ) alla straordinaria personalità del professor Masullo.
La nostra piccola intervista si apre con un grappolo di domande riguardanti la filosofia come fonte di domande e l’esperienza personale del sentire che ha spinto lui in particolare a dedicare la propria vita a tale attività. Ci risponde citando l’affermazione di Benedetto Croce secondo cui la filosofia nasce dal bisogno di risolvere un problema che ci tormenta. Una filosofia, dunque, che non è attività gratuita né ha alcun fine utilitario, volta a chiarire le nostre difficoltà interiori e a soddisfare il nostro bisogno di esercitare un giudizio critico, privo di pregiudizi, sulla realtà. Bisogna essere liberi da qualsiasi preconcetto, afferma, per poter esercitare spregiudicatamente la ragione: questa è la base di tutto il programma della filosofia, dai presocratici a Sant’Agostino, fino ai giorni nostri.
“E’ difficile chiarire cosa sia la verità: tutto consiste nello smascherare l’errore, ed è questa l’azione liberatoria della filosofia. I greci parlavano di ascesi, non nel senso mistico-spirituale che viene oggi attribuito a tale parola, ma come esercizio con cui si tenta di fare luce, un illuminismo più che una ricerca spasmodica della verità. Bisogna ricercare il senso di quello che si fa. Attenzione alla differenza tra significato e senso: il senso è ciò che è insito nelle nostre azioni, ciò che ci spinge ad agire. È unico ed incomunicabile, per cui la filosofia, in quanto ricerca del senso, ci propone domande su ciò che in realtà non ha risposta”.
Abbiamo poi scelto di parlare di relativismo. “Non crede”chiediamo:”che sia, oramai, diventato un po’ un luogo comune? È possibile definire una scala di valori per la nostra società?”
“Non credo possa esistere alcuna scala di valori assoluta”ci risponde”Il relativismo è ciò che ci permette di vivere accanto alla filosofia, ciò che accorda la vita stessa con il pensiero filosofico.
Non è dunque il principio che si esibisce per giustificare fraudolentemente ciò che ci piace, ma ciò che sta in relazione, poiché non esiste verità se non nella relazione stessa. Non esiste alcun assoluto. Il relativismo non comporta il vivere come ci pare e piace:in realtà non esiste esperienza umana che non dipenda dalla relazione con l’altro ed è da questo che nasce, anzi, l’esigenza di regolare tale confronto produttivo tramite regole scelte non dal singolo ma dalla comunità”.
Abbiamo, poi, preso spunto dall’attività civile e politica che ha contraddistinto la vita del professore per chiedere se a suo parere nel nostro mondo provo di fiducia sia anacronistica o ancora valida la figura del filosofo che possa guidare la società anche in campo pragmatico e politico. Ci risponde che
ci si trova, oggi, di fronte alla tensione tra i due bisogni principali della vita di relazione: quello di verità, che non accetta l’ottica della convenienza, e quello di ordine, che può portare anche alla tentazione del mentire, in quanto solo la ricerca dell’ordine può legittimare la ricerca del potere.
Proseguiamo sulla stessa scia, chiedendo se il suo pensiero filosofico abbia condizionato la sua esperienza politica.
“Certamente e necessariamente”risponde il professore:”Se vive sul serio non si possono separare i vari campi della propria vita né si può tradire il proprio bisogno di pensare. In questo mi sento un po’ come Giano Bifronte”afferma con un sorriso. Concludiamo chiedendo se crede nella speranza che la nostra società possa risollevarsi dalla sua decadenza morale. Ancora un sorriso, poi risponde con una battuta:”Finchè c’è vita, c’è speranza. La vita è fonte di ogni energia, può essere attenuata o prendere strade traverse, ma è parimenti capace di ricreare e di riportare un ordine interiore che sia, naturalmente, dettato dai tempi. Veritas filia temporis, insomma…”
Un dialogo denso di interesse con un uomo che è riuscito a trasmettere il suo amore per il pensiero, il ragionamento, la cultura, e la vita…e che ci ha lasciato nella mente e nel cuore il coraggio per porci quelle domande, spesso scomode, che sole hanno la forza di renderci pienamente degli individui.
5月21日

il confronto

www.ilconfronto.tk - ilconfronto.ottaviano@live.it

La vera libertà di stampa è dire alla gente ciò che la gente non vorrebbe sentirsi dire…. G. Orwell
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martedì 20 maggio 2008

UN FIUME DI.......MUNNEZZA





Non ci sono più parole...non si vedono spiragli per qualche miglioramento...
Le foto che vedete sopra sono state scattate pochi minuti fa in via Cesare Ottaviano Augusto. Un fiume che invece di essere d'acqua era fatto di rifiuti: bottiglie di vetro, carte, plastica, contenitori, ecc...La scena era apocalittica. Sembrava di stare in una e propria discarica. Se questa è la situazione delle strade principali, figuriamoci quelle delle strade secondarie del Paese. Signori Amministratori quando risolveremo questo angoscioso problema??? Quando partirà la raccolta differenziata???
Stiamo aspettando con tanta tanta pazienza ma credo che a tutto c'è un limite....
Diamoci una mossa e sbrighiamoci. La situazione è ormai insostenibile.....

EMANUELE RAGOSTA - emanueleragosta@hotmail.it

Striscia la notizia,ad Ottaviano

Qualche giorno fà STRISCIA LA NOTIZIA è stata ad Ottaviano per affrontare un problema che riguarda l'emergenza rifiuti nel nostro paese. Il nostro primo cittadino, dott. Mario Iervolino, liquida l'inviato facilmente con la promessa che avrebbe sollecitato forze più grandi e dicendo che ciò che si poteva farè si è già fatto. Anche se le nostre strade sono più pulite di quelle dei paesi vicini, quello dei rifiuti resta un problema grande e sottovalutato e ancor più sottovalutato quello di avere una discarica a cielo aperto nel cuore della NOSTRA zona agricola, località Bosco del Gaudio.....Mio padre è proprietario di un terreno che dista appena 200 metri dalla discarica.......Caro Signor Sindaco,cosa posso coltivare ora nel mio terreno che non sia a base di DIOSSINA?Mario Ragosta

 

5月11日

Riekkomi - Il Confronto

Rieccomi sul mio blog dopo quasi due mesi.Chiedo scusa alle circa 100 persone che onoraNO IL MIO BLOG DELLA LORO PRESENZA ogni giorno.Approfitto di cio' per salutarvi tutti e ringraziarvi della vostra vicinanza e amicizia che mi dimostrate ogno giorno.Spero solo di ripagare la vostra fiducia.

il confronto ottaviano

Oggigiorno a livello nazionale lo scontro politico è particolarmente acceso. Questo potrebbe essere un elemento importante e positivo se servisse a portare quelle riforme e quelle risoluzioni di cui il paese ha estremamente bisogno. Invece purtroppo assistiamo solo a sterili e insane critiche all’operato dell’uno o dell’altro schieramento. Il problema più grave è che spesso la politica locale non è altro che lo specchio di quella nazionale e quindi tante volte più che risolvere i reali problemi del paese, i nostri cari politici passano il tempo ad “azzannarsi” e a “criticarsi”, tralasciando tante volte quelli che sono i reali problemi del paese.
Questo non vuole essere il nostro obiettivo: con questo giornalino vogliamo rappresentare il “nuovo” che emerge. Un “nuovo” che si basa su idee concrete, su vere proposte, su un appoggio importante e non sulla solita critica. Questo giornale vuole essere un laboratorio di idee e sede di sano e libero confronto politico. “Ascoltare chi ti è accanto” è questo il nostro motto e lo deve diventare anche per Ottaviano. Analizzare i problemi su basi concrete e non sul solito sentito dire. E offrire proposte, vere proposte su cui lavorare.
E per una volta tralasciare la critica…

I CONTATTI : WWW.ILCONFRONTO.TK - http://ottavianoilconfronto.blogspot.com/ - ilconfronto.ottaviano@live.it

il confronto ottaviano

 

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